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POTITO PEDARRA
CATALOGO DELLE COMPOSIZIONI DI OTTORINO RESPIGHI
Introduzione
Il primo catalogo sistematico delle opere di Ottorino Respighi
è stato realizzato nel 1985 in occasione delle celebrazioni del
cinquantesimo anniversario della morte del musicista e rappresenta
il mio contributo al volume Ottorino Respighi, pubblicato
dalla ERI (le edizioni della RAI Radiotelevisione Italiana).
Era ormai da parecchio tempo che riflettevo sulla reale necessità
di procedere alla catalogazione delle musiche di Ottorino Respighi,
progetto sempre accarezzato e spesso sollecitato anche da esperti
e studiosi soprattutto durante i Convegni di Studio promossi per
il Centenario della nascita di Respighi (1979). 2
In realtà, vivevo con una certa conflittualità l’idea di
redigere un catalogo. Perché? Per una forma di riguardo nei confronti
di chi mi aveva preceduto, solo in un secondo momento scoprii,
invece, che non esisteva alcun catalogo.
Ma veniamo alla proposta dell’editore, la quale giunse in un momento
non proprio propizio, avevo già assunto impegni su altri fronti.
Il programma del curatore prevedeva che il volume fosse pubblicato
entro la fine di quello stesso anno (e così fu), ed io ero ancora
troppo impegnato nella ricerca delle musiche inedite di Respighi.
3 Una ricerca determinante che, per dirla con
Alberto Cantù e Sergio Martinotti, avrebbe portato alla riscoperta
di “un patrimonio inatteso e copioso del non breve tirocinio formativo”
del giovane compositore.
Si trattava dunque di un lavoro da realizzare in tre o quattro
mesi al massimo, dato che “l’esemplare completo dell’opera, corredato
da tutto il materiale relativo” doveva essere consegnato “entro
e non oltre il termine essenziale del 15 giugno 1985”.
4 Ma, per quanto io fossi impegnato, devo dire che mi risultò
assai difficile respingere una proposta editoriale così allettante
e singolare. A dire il vero, dovetti fare i conti con un tentativo
di rinuncia a causa di una serie di clausole contrattuali. Ero
però consapevole che le mie ragioni sarebbero poi state accolte
e che il lavoro sarebbe stato portato a compimento. Accolsi così
l’invito a compilare il catalogo, peraltro già in avanzata fase
di realizzazione. Dovevo però limitarmi a una stesura descrittiva
che costituisse il punto di partenza per un lavoro che avrei perfezionato
in futuro, riservandomi di ripubblicarlo “in forma ampliata e
aggiornata” senza concedere alcuna esclusività.
Trascorsero dieci anni dalla pubblicazione del volume delle edizioni
ERI e il progetto di ripubblicare il catalogo, in una forma nuova
e aggiornata, com’era all’inizio nelle mie intenzioni, fu accolto
dall’allora presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Bruno Cagli, 5 il quale sperava di poterlo includere
in una delle collane curate dall’Accademia stessa. Ma così non
fu perché l’iniziativa era destinata ad arenarsi tra le secche
della burocrazia allorché, avendo “esaminato la situazione delle
prossime pubblicazioni”, il Consiglio Accademico non poté ratificare
il progetto per una sorta di “persecuzione” da parte del ministero
competente, riservandosi di “riparlare di questa iniziativa” non
appena sarebbe stata perfezionata la “nuova tabella triennale”
6 alla Commissione Centrale Musica. Ed è così
che oggi, pur senza rinunciare al progetto di un’edizione a stampa,
si dà corso ad una realizzazione specifica del Catalogo delle
musiche di Ottorino Respighi per uso multimediale.
Il nuovo piano di lavoro prevede alcune fasi, attraverso le quali
il catalogo esistente sarà sottoposto a continua trasformazione.
Le espongo sinteticamente:
1. Rettifica degli errori involontari e di valutazione presenti
nell’attuale catalogo. Integrazione con altri cataloghi specifici,
come ad esempio quello pubblicato in Il pianoforte nella produzione
giovanile di Respighi, ma anche con quei nuovi elementi che
sono confluiti in opere di recente pubblicazione, come la seconda
edizione The new Grove - Dictionary of music and musicians.
7 Introduzione di altre opere venute alla luce
dopo la compilazione degli elenchi con l’obiettivo di preservarne
inalterata la numerazione.
2. Trasformazione del catalogo descrittivo in Catalogo tematico,
attraverso un’accurata analisi dei lavori e quindi con l’introduzione
dei temi, degli indici analitici e di quant’altro possa risultare
utile a recepire correttamente le caratteristiche di ogni singola
opera.
3. Integrazioni multimediali varie: iconografia, musica manoscritta
e autografa, programmi di sala e locandine di concerti, recensioni,
rassegna stampa, ecc.
Tutte queste cose, ed altre ancora, sono destinate a stravolgere
l’assetto l’attuale del Catalogo delle composizioni di Ottorino
Respighi, sia pure con l’obiettivo, come si diceva, di lasciarne
inalterata la numerazione.
PIANO DEL CATALOGO
Il catalogo si articola in quattro sezioni, all’interno delle
quali, per alcune di esse, è stato adottato il metodo cronologico.
Le sezioni sono le seguenti:
I - Opere databili
II - Opere non databili
III - Schizzi ed abbozzi
IV - Musiche di Ottorino Respighi trascritte da altri autori.
La prima e la seconda sezione s’integrano vicendevolmente costituendo
il nucleo delle composizioni compiute, sebbene per alcune di esse
siano venute alla luce manoscritti autografi incompleti e, talvolta,
privi di interi brani o movimenti. È questo il caso del Concerto
in La maggiore per violino e orchestra P 049, di cui
è stata ritrovata la partitura autografa contenente il I e il
II tempo e le sole prime due pagine del III, ma che dal tipo di
stesura “in bella copia”, risulta evidente che si tratta di un
lavoro portato a compimento dall’autore. 8 Un
caso analogo è rappresentato dalla coeva Suite per pianoforte
P 043, sebbene il trasferimento del “Canone” 9
in un’altra silloge di brani per pianoforte, faccia supporre che
la prima sia stata disciolta dall’autore medesimo.
La prima sezione rappresenta la parte essenziale del Catalogo
delle composizioni di Respighi ed è formata da tutte quelle
musiche le cui date relative alla composizione sono riportate
sui manoscritti e sugli autografi. Sono contemplate in questa
sezione anche quelle musiche di cui non è stato possibile esaminare
l’autografo, delle quali sono tuttavia riuscito ad ottenere —
attraverso documenti d’archivio, pubblicazioni, dediche, prime
esecuzioni ed altre notizie varie — quegli elementi, attendibili,
necessari alla determinazione cronologica. Rientra in questo caso
la produzione pubblicata dagli editori Pizzi e Bongiovanni di
Bologna. Quest’ultimo, sebbene si dichiarasse disponibile a collaborare
alla realizzazione del catalogo, mi ha fatto sapere che molti
autografi sono andati distrutti durante gli eventi bellici e che
ciò che è sopravvissuto è custodito in un deposito, che però non
mi è stato reso possibile visitare.
La seconda sezione comprende le musiche di cui non esistono elementi
attendibili per una precisa collocazione cronologica. Si tratta
spesso di composizioni giovanili, tra le quali sono presenti talvolta
anche lavori molto noti come l’Adagio con variazioni, ad
esempio, nella versione originale per violoncello e pianoforte.
Questa seconda sezione segue l’ordine numerico del catalogo cominciato
nella prima sezione. 10
La terza sezione completa, con gli schizzi e gli abbozzi, il catalogo
delle composizioni di Ottorino Respighi. Detta sezione comprende
principalmente i lavori incompiuti, gli schizzi e gli abbozzi,
ma anche quei lavori di copiatura di musiche antiche riportanti
indicazioni ed appunti per la realizzazione del basso numerato,
utili per la trascrizione. La sezione comincia con una nuova numerazione
che, ovviamente, non può osservare l’ordine cronologico, ma in
cui si è cercato di seguire un ordine per genere, dal pianoforte
all’orchestra con soli e coro.
La quarta sezione comprende le musiche di Ottorino Respighi trascritte
da altri autori. In questa sezione, per ragioni puramente cronologiche,
si è voluto far rientrare la terza versione de La bella dormente
nel bosco, sebbene non si tratti di una vera trascrizione,
ma soltanto della revisione di altra mano del finale del 3° atto.
Analogamente, il balletto postumo sulle tre suites di Antiche
danze ed arie per liuto, sullo scenario realizzato da Claudio
Guastalla, ricucite insieme in un ordine diverso da quello indicato
dall’autore per la sede sinfonica e dove sicuramente è stato necessario
anche un intervento sullo strumentale da parte di Elsa Respighi.
Questa sezione comincia anch’essa con una nuova numerazione osservando,
però, l’ordine cronologico riferito alle composizioni originali.
Per porre un limite all’elencazione dei lavori contemplati dalla
presente sezione sono stati presi in considerazione solo quelli
disponibili in edizione a stampa, ma sappiamo bene che esistono
numerose altre versioni, specialmente per banda, tra cui Pini
di Roma nella trascrizione per orchestra di fiati del M° Enrico
De Mori.
STRUTTURA E CONTENUTO DELLE SCHEDE
Il catalogo è stato compilato mediante schede, una per ogni singola
composizione. La scheda comprende i seguenti dati:
- ordine cronologico
- titolo della composizione
- prima esecuzione o rappresentazione
- genere musicale
- durata (min. ca.)
- organico strumentale
- organico vocale (e/o personaggi)
- manoscritto (data, pagine, formato e luogo di conservazione)
- edizione a stampa
- edizione libretto.
ORDINE CRONOLOGICO. È stata indicata una sola data, l’ultima,
quella prossima alla data di completamento, in ogni tipo di elaborato,
sia mediante le date autografe riportate sui manoscritti e gli
autografi, sia desunte da altre fonti attendibili.
TITOLO DELLA COMPOSIZIONE. Accanto al titolo della composizione
è stato aggiunto fra parentesi, in alcuni casi, anche il titolo
originale come ad esempio per la suite Impressioni brasiliane,
originariamente intitolata Suite brasiliana come riportato
sull’autografo. Analogamente le musiche per il balletto Sèvres
de la vieille France, originariamente intitolate Menuet
d’exandet - Gavotte Louis XIII, ma anche per altri casi. Dopo
il titolo sono stati indicati anche i sottotitoli, i tempi e per
le trascrizioni anche gli autori delle musiche originali.
PRIMA ESECUZIONE. Sono stati indicati nell’ordine: località, sede,
data e esecutori. Per le opere teatrali è stato indicato anche
il cast vocale e, in qualche caso, anche la regia, la scenografia,
la coreografia ecc. In questo campo permangono tuttavia alcuni
dubbi, in quanto non sempre è stato possibile giungere alla fonte
o disporre delle locandine dell’epoca.
GENERE MUSICALE. Comprende dodici diversi generi, tra cui i lavori
scolastici e le musiche trascritte da altri autori. Dei generi
adottati si fornisce qui di seguito un elenco preceduto dalle
abbreviazioni usate:
O.T.e.E. opere teatrali ed elaborazioni di opere di altri autori.
M.p.B. musica per balletto. Non sono contemplate in questo genere
le musiche sinfoniche presentate postume in forma di balletto.
M.P.O. musica per orchestra. Comprende le musiche per piccola
e grande orchestra.
M.p.S.O. musica per strumento solista e orchestra.
M.p.V.O. musica per voce (canto) e orchestra.
M.p.C.S.O. musica per coro, con soli c/o con orchestra.
M.p.V.P. musica per voce (canto) e pianoforte.
M.S.d.C. musica strumentale da camera.
M.p.BD. musica per banda.
T.R.E.O. trascrizioni, revisioni, elaborazioni, orchestrazioni
ecc.
Lav. Scol. lavori scolastici.
M.T. ... musica di Respighi trascritta da altri autori. Alla sigla
accennata va poi aggiunto il genere musicale come sopra indicato.
DURATA. La durata, calcolata in minuti primi, riguarda l’intera
composizione. Quando la composizione comprende più pezzi, una
serie di liriche, ad esempio, la durata si riferisce all’intera
silloge. La durata, indicata in gran parte della produzione, coincide
spesso con quella prevista dall’editore, tranne dov’è stata riscontrata
una differenza notevole paragonata a quella di diverse esecuzioni.
Caso tipico quello della Toccata per pianoforte e orchestra
P 155, per la quale la durata fornita dall’editore è di diciotto
minuti mentre, in realtà, varie esecuzioni confermano che è di
ventitré minuti circa.
ORGANICO STRUMENTALE. È stato indicato quello riportato sulle
partiture a stampa. Per le musiche inedite, invece, l’organico
strumentale è stato rilevato direttamente dagli autografi e, dove
è stato possibile, sono state indicate anche le varie tonalità.
È stato volontariamente omesso dall’elenco, per le composizioni
con strumento solista e orchestra, lo strumento solista già presente
nel titolo. Gli “archi” indicati per ultimo sotto intendono l’intera
famiglia degli archi in orchestra.
ORGANICO VOCALE. È riportato nelle opere teatrali e in quelle
musiche con soli e orchestra. Anche qui l’organico è stato rilevato
dall’edizione a stampa o, in assenza di questa, dai manoscritti
per le musiche inedite. Per le opere teatrali sono stati indicati
anche i nomi dei personaggi.
MANOSCRITTO. Sono stati indicati, in ordine, il tipo di elaborato
(partitura d’orchestra, riduzione per canto e pianoforte, ecc.),
la data, il numero delle pagine, le dimensioni ed il luogo di
conservazione sia dell’autografo che del facsimile. I primi tre
elementi sono separati tra loro da una virgola, mentre il luogo
di conservazione segue dopo il punto. Il manoscritto è da intendersi
sempre autografo, salvo quelle eccezioni comunque segnalate. La
data riportata è sempre quella indicata sull’autografo e non ha
nulla a che vedere con quella riferita nell’ordine cronologico.
Spesso le date indicate sull’autografo sono due, quella dell’anno
di composizione, collocata sul frontespizio, e un’altra con il
giorno, il mese e l’anno, posta nell’ultima pagina. In questi
casi si fa riferimento all’ultima data, perché sicuramente è quella
indicante il periodo in cui la composizione fu compiuta. Per gli
autografi non datati si ricorre alla sigla s.d. (= senza data).
In genere il numero delle pagine indicato comprende tutte quelle
significative, compreso il frontespizio, cioè tutte le pagine
autografe. Alcune volte anziché il numero delle pagine è stata
fornita la quantità delle carte (c.). Il formato è stato indicato
in centimetri ed è stato rilevato direttamente dall’autografo.
In alcuni casi è stato indicato anche quando la stessa composizione
è stata sviluppata su carte di formato diverso. Il luogo di conservazione
è stato indicato secondo il siglario Rism seguito dalla segnatura
interna dell’Ente. Nel caso in cui non esista la segnatura interna,
come ad esempio per Venezia (Vgc), alla sigla è stato aggiunto
Fondo Ottorino Respighi per sottolineare l’unità interna dell’Ente
presso la quale è possibile il reperimento.
EDIZIONE A STAMPA. È stato indicato il tipo di edizione (partitura
d’orchestra, parti staccate, riduzione per canto e pianoforte
ecc.), la città e l’editore, il numero editoriale, la data del
copyright della prima edizione, il numero delle pagine,
le dimensioni in centimetri ed una biblioteca in cui è disponibile
l’edizione. Anche i dati riguardanti l’edizione a stampa sono
separati tra loro da una virgola mentre il luogo di conservazione
è sempre indicato dopo il punto. Per le biblioteche indicate si
veda l’elenco delle “Abbreviazioni per biblioteche, musei e archivi
storici” fornito più avanti. Là dove accanto al numero delle pagine
è stato indicato un altro numero in parentesi, quest’ultimo indica
le pagine di un inserto o di una parte staccata.
EDIZIONE LIBRETTO. Riguarda naturalmente le opere teatrali e,
in qualche caso, anche quelle sinfonico-corali. I dati indicati
sono gli stessi come per le altre edizioni a stampa.
NOTE PER LA CONSULTAZIONE DEL CATALOGO
Valgono le note fornite per la struttura ed il contenuto delle
schede, ma è necessario osservare, che, a compilazione ultimata,
gli elementi contenuti nelle schede sono stati trasferiti nel
catalogo previa una sintesi raggruppando alcune voci ed eliminando,
di volta in volta, quelle inutili. Sono state così raggruppate,
dopo il numero di catalogo, le voci relative all’ordine cronologico,
al titolo della composizione e quelle del genere musicale e della
durata indicate fra parentesi. Il libretto ha trovato come ovvia
sede l’edizione a stampa. È stato attribuito un numero di catalogo
a tutte le composizioni e, inoltre, un numero diverso alle altre
versioni e trascrizioni per altri organici dell’autore.
BIBLIOGRAFIA
E. DESDERI, «Il Pianoforte», Torino 15 maggio 1922.
S. A. LUCIANI, Belfagor, guida, Milano, 1923.
— Composizioni di Ottorino Respighi, in «Musica d’Oggi»,
apr. 1932.
G. NATALETTI, «Quadrivio», Roma, 26 novembre 1933.
R. DE RENSIS, Ottorino Respighi, Torino, Paravia, 1935.
E. RESPIGHI, Ottorino Respighi, Milano, Ricordi, 1954.
R. DE RENSIS, Ottorino Respighi, trad. e adattato da Gilbert
Chapallaz, Sion, Gessler, 1957.
MARIO LABROCA, Ottorino Respighi - Catalogo delle opere,
Milano, Ricordi, 1965.
Ibidem, Milano, Ricordi, 1972-79.
L. BRAGAGLIA-E. RESPIGHI, Il teatro di Respighi, Roma,
Bulzoni, 1978.
ADRIANO, An Internalional Respighi Discography, Zürich,
1979.
JOHN C. G. WATERHOUSE, Voce Respighi, Ottorino, in The
New Groves Dictionary of music and Musicians, London, Macmillan,
vol. 15.
«Encidopedia dello Spettacolo», «Enciclopedia Treccani», «Dizionario
Schmidl», «Enciclopedia La Musica» (UTET), «Encidopedia della
Musica», Ricordi.
RIEPILOGO DELLE ABBREVIAZIONI
Abbreviazioni usate per l’organico vocale e prime rappresentazioni.
s. soprano
ms. mezzosoprano
c. contralto
t. tenore
br. baritono
bs. basso
v. rec. voce recitante
Dir. direttore d’orchestra
Dir. Coro direttore del coro
Int. interpreti
Sc. scene
Reg. regia
Cor. coreografia.
Abbreviazioni usate per il manoscritto e l’edizione a stampa.
Aut. autografo
MS manoscritto
C. MS copia manoscritta
Ded. dedicatario
s.d. senza data
p. numero delle pagine
c. numero delle carte
cm centimetri
pf. pianoforte
Vl. violino
Rid. Riduzione
Abbreviazioni usate per biblioteche, musei e archivi storici.
Rsc Roma, Biblioteca del Conservatorio di Santa Cecilia
Mc Milano, Biblioteca del Conservatorio Giuseppe Verdi
Mcom Milano, Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani
Bc Bologna, Civico Museo Bibliografico/Musicale G. B. Martini
Fn Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale
Sac Siena, Biblioteca dell’Accademia Musicale Chigiana
Vlevi Venezia, Biblioteca della Fondazione Ugo e Olga Levi
Vgc Venezia, Fondazione Giorgio Cini (Fondo O. Respighi)
Mr Milano, Archivio Storico Ricordi
Tt Torino, Archivio Storico del Teatro Regio
W Wien, Archiv der Universal Edition A.G.
W Wien, Musiksammlung der Osterreichische Nationalbibliothek
B Berlin, Archiv der Bote & Bock Edition
L London, Archives of Chester Edition
L London, Archives of Rather & Schauer edition
Note
Desidero esprimere la mia gratitudine agli Enti e alle persone
che hanno reso possibile la realizzazione del catalogo e, in particolare,
al Civico Museo Bibliografico Musicale G. Martini di Bologna,
al Fondo Ottorino Respighi della Fondazione Cini di Venezia ed
alla Casa Editrice G. Ricordi & C.
Ringrazio in particolare Alberto Cantú, Agostina Zecca Laterza
e Adriano per gli utili consigli, ed Elisabetta Zanette, Teresita
Beretta, Carlo Clausetti, Lionello Semprini, Giorgio Piombini,
Guglielmo Berutto, per l’efficiente collaborazione.
Ringrazio inoltre Luigi Spina e Alfeo Gigli, per aver reso possibile
il reperimento di alcuni autografi di Ottorino Respighi, tra i
quali degli inediti.
Ritengo doveroso segnalare la collaborazione dei seguenti Enti:
Biblioteca del Conservatorio G. Verdi, Milano; Biblioteca del
Conservatorio di Santa Cecilia, Roma; Biblioteca Nazionale Centrale,
Firenze; Biblioteca dell’Accademia Musicale Chigiana, Siena; Biblioteca
della Fondazione Ugo e Olga Levi, Venezia; Biblioteca Civica di
Palazzo Sormani, Milano; Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio,
Bologna; Archivio Storico di Casa Ricordi, Milano; Archivio Storico
del Teatro Regio, Torino; Casa Musicale Carish, Milano; Casa Musicale
Bongiovanni, Bologna; Österreichische Nationalbibliothek, Wien;
Archiv der Universal Edition, Wien; Archiv der Bete & Bock Edition,
Berlino; Casa Musicale Sonzogno (in rappresentanza delle edizioni
Chester e Rhater), Milano; The Library of Congress, Washington.
1) Reca la data del 4 febbraio 1985 una lettera
a firma di Giancarlo Rostirolla, curatore del volume, nella quale
si legge: “… La signora Elsa Respighi mi ha cortesemente segnalato
il Suo nome, quale massimo esperto della situazione riguardante
gli autografi, e la produzione musicale in genere, di Ottorino
Respighi. Dal momento che questa Casa editrice ha in corso di
preparazione un volume sul musicista che vedrà la luce alla fine
di quest’anno […], ritengo sarebbe molto importante che, tra gli
altri contributi, ve ne fosse anche uno che desse una panoramica
completa della situazione degli autografi del compositore […].
2) Inviti alla realizzazione di tale progetto
venivano proprio da parte di specialisti, fra cui Emilia Zanetti,
allora responsabile della Biblioteca del Conservatorio di Santa
Cecilia, durante i lavori del primo importante “Convegno di studi
respighiani” che si svolse a Roma dal 29 novembre al l° dicembre
1979. La studiosa, infatti, in uno di quegli “interventi sulle
relazioni” che avevano luogo al termine di ogni giornata di lavoro,
lamentava l'inesistenza di un catalogo completo dell'opera di
Ottorino Respighi e auspicava che la ricorrenza del centenario
della nascita del musicista fornisse lo spunto necessario per
la sua realizzazione.
3) Lungimirante come non molti, Elsa Respighi
precorse ogni altra iniziativa respighiana in attesa del cinquantesimo
anniversario della morte del Maestro, affidandomi — insieme a
Casa Ricordi (1984) — un incarico che, a quanto pare, nessuno
era mai riuscito a portare a buon fine prima di allora: quello
sulla ricerca delle musiche inedite.
4) Così in una bozza di contratto s.d. ricevuta
ai primi di maggio del 1985.
5) Dopo una serie di contatti epistolari e telefonici,
durante l’autunno 1985, il 7 dicembre di quello stesso anno incontrai
il prof. Cagli nel suo studio in via della Vittoria a Roma, dove
parlammo a lungo del progetto, presentandogli l’impostazione del
progetto attraverso una prima parte che nel frattempo avevo realizzata.
Ma, ahimè, quel 7 di dicembre fu anche l’ultima volta che vidi
Elsa Respighi, la quale scomparve pochi mesi dopo, il 17 marzo
1995, il 24 avrebbe compiuto 102 anni.
6) Lettera datata 17 febbraio 1996 (Prot. n. 547).
7) La nuova edizione di questa enciclopedia, pubblicata
in Inghilterra fin dal 1870, farà la sua prima apparizione nel
prossimo mese di gennaio 2001. Il lemma dedicato a Ottorino Respighi
è stato curato dal compianto John C. G. Waterhouse, con la mia
collaborazione quale “joint author” per la work list.
8) La compiutezza di tale lavoro risulta anche
da alcune carte autografe di Respighi già in mio possesso, ma
che all’atto della compilazione del primo catalogo non era stato
possibile analizzare, come la riduzione per violino e pianoforte
di buona parte del terzo movimento. Trattandosi di un lavoro strutturato
in forma ciclica, nella partitura del Concerto sono stati
individuati i tradizionali I e II movimento, mentre quello che
all’atto della prima stesura del catalogo si riteneva che fosse
l’inizio del II movimento rappresenta in realtà l’inizio del terzo.
9) Il “Canone” rappresenta il secondo dei cinque
brani di cui la silloge era costituita inizialmente, né si può
escludere che alcuni degli altri brani mancanti nella medesima
silloge quali, a seguire, “Intermezzo” e “Studio”, siano gli stessi
presenti nei Sei pezzi per pianoforte (P 044) pubblicati
dall’editore Bongiovanni.
10) Fra le novità che si cercherà di introdurre
in questa nuova edizione del catalogo si tenterà di attribuire,
là dove sarà possibile, sulla base dell’esperienza maturata in
questi anni, una collocazione cronologica fittizia la più vicina
possibile a quella vera. Ciò comporterà il passaggio nella prima
sezione di quelle musiche cui sarà possibile attribuire una data.
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