Ottorino Respighi

POTITO PEDARRA

CATALOGO DELLE COMPOSIZIONI DI OTTORINO RESPIGHI

Introduzione
Il primo catalogo sistematico delle opere di Ottorino Respighi è stato realizzato nel 1985 in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della morte del musicista e rappresenta il mio contributo al volume Ottorino Respighi, pubblicato dalla ERI (le edizioni della RAI Radiotelevisione Italiana).
Era ormai da parecchio tempo che riflettevo sulla reale necessità di procedere alla catalogazione delle musiche di Ottorino Respighi, progetto sempre accarezzato e spesso sollecitato anche da esperti e studiosi soprattutto durante i Convegni di Studio promossi per il Centenario della nascita di Respighi (1979). 2 In realtà, vivevo con una certa conflittualità l’idea di redigere un catalogo. Perché? Per una forma di riguardo nei confronti di chi mi aveva preceduto, solo in un secondo momento scoprii, invece, che non esisteva alcun catalogo.
Ma veniamo alla proposta dell’editore, la quale giunse in un momento non proprio propizio, avevo già assunto impegni su altri fronti. Il programma del curatore prevedeva che il volume fosse pubblicato entro la fine di quello stesso anno (e così fu), ed io ero ancora troppo impegnato nella ricerca delle musiche inedite di Respighi. 3 Una ricerca determinante che, per dirla con Alberto Cantù e Sergio Martinotti, avrebbe portato alla riscoperta di “un patrimonio inatteso e copioso del non breve tirocinio formativo” del giovane compositore.
Si trattava dunque di un lavoro da realizzare in tre o quattro mesi al massimo, dato che “l’esemplare completo dell’opera, corredato da tutto il materiale relativo” doveva essere consegnato “entro e non oltre il termine essenziale del 15 giugno 1985”. 4 Ma, per quanto io fossi impegnato, devo dire che mi risultò assai difficile respingere una proposta editoriale così allettante e singolare. A dire il vero, dovetti fare i conti con un tentativo di rinuncia a causa di una serie di clausole contrattuali. Ero però consapevole che le mie ragioni sarebbero poi state accolte e che il lavoro sarebbe stato portato a compimento. Accolsi così l’invito a compilare il catalogo, peraltro già in avanzata fase di realizzazione. Dovevo però limitarmi a una stesura descrittiva che costituisse il punto di partenza per un lavoro che avrei perfezionato in futuro, riservandomi di ripubblicarlo “in forma ampliata e aggiornata” senza concedere alcuna esclusività.
Trascorsero dieci anni dalla pubblicazione del volume delle edizioni ERI e il progetto di ripubblicare il catalogo, in una forma nuova e aggiornata, com’era all’inizio nelle mie intenzioni, fu accolto dall’allora presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Bruno Cagli, 5 il quale sperava di poterlo includere in una delle collane curate dall’Accademia stessa. Ma così non fu perché l’iniziativa era destinata ad arenarsi tra le secche della burocrazia allorché, avendo “esaminato la situazione delle prossime pubblicazioni”, il Consiglio Accademico non poté ratificare il progetto per una sorta di “persecuzione” da parte del ministero competente, riservandosi di “riparlare di questa iniziativa” non appena sarebbe stata perfezionata la “nuova tabella triennale” 6 alla Commissione Centrale Musica. Ed è così che oggi, pur senza rinunciare al progetto di un’edizione a stampa, si dà corso ad una realizzazione specifica del Catalogo delle musiche di Ottorino Respighi per uso multimediale.
Il nuovo piano di lavoro prevede alcune fasi, attraverso le quali il catalogo esistente sarà sottoposto a continua trasformazione. Le espongo sinteticamente:

1. Rettifica degli errori involontari e di valutazione presenti nell’attuale catalogo. Integrazione con altri cataloghi specifici, come ad esempio quello pubblicato in Il pianoforte nella produzione giovanile di Respighi, ma anche con quei nuovi elementi che sono confluiti in opere di recente pubblicazione, come la seconda edizione The new Grove - Dictionary of music and musicians. 7 Introduzione di altre opere venute alla luce dopo la compilazione degli elenchi con l’obiettivo di preservarne inalterata la numerazione.
2. Trasformazione del catalogo descrittivo in Catalogo tematico, attraverso un’accurata analisi dei lavori e quindi con l’introduzione dei temi, degli indici analitici e di quant’altro possa risultare utile a recepire correttamente le caratteristiche di ogni singola opera.
3. Integrazioni multimediali varie: iconografia, musica manoscritta e autografa, programmi di sala e locandine di concerti, recensioni, rassegna stampa, ecc.

Tutte queste cose, ed altre ancora, sono destinate a stravolgere l’assetto l’attuale del Catalogo delle composizioni di Ottorino Respighi, sia pure con l’obiettivo, come si diceva, di lasciarne inalterata la numerazione.




PIANO DEL CATALOGO


Il catalogo si articola in quattro sezioni, all’interno delle quali, per alcune di esse, è stato adottato il metodo cronologico. Le sezioni sono le seguenti:

I - Opere databili
II - Opere non databili
III - Schizzi ed abbozzi
IV - Musiche di Ottorino Respighi trascritte da altri autori.

La prima e la seconda sezione s’integrano vicendevolmente costituendo il nucleo delle composizioni compiute, sebbene per alcune di esse siano venute alla luce manoscritti autografi incompleti e, talvolta, privi di interi brani o movimenti. È questo il caso del Concerto in La maggiore per violino e orchestra P 049, di cui è stata ritrovata la partitura autografa contenente il I e il II tempo e le sole prime due pagine del III, ma che dal tipo di stesura “in bella copia”, risulta evidente che si tratta di un lavoro portato a compimento dall’autore. 8 Un caso analogo è rappresentato dalla coeva Suite per pianoforte P 043, sebbene il trasferimento del “Canone” 9 in un’altra silloge di brani per pianoforte, faccia supporre che la prima sia stata disciolta dall’autore medesimo.
La prima sezione rappresenta la parte essenziale del Catalogo delle composizioni di Respighi ed è formata da tutte quelle musiche le cui date relative alla composizione sono riportate sui manoscritti e sugli autografi. Sono contemplate in questa sezione anche quelle musiche di cui non è stato possibile esaminare l’autografo, delle quali sono tuttavia riuscito ad ottenere — attraverso documenti d’archivio, pubblicazioni, dediche, prime esecuzioni ed altre notizie varie — quegli elementi, attendibili, necessari alla determinazione cronologica. Rientra in questo caso la produzione pubblicata dagli editori Pizzi e Bongiovanni di Bologna. Quest’ultimo, sebbene si dichiarasse disponibile a collaborare alla realizzazione del catalogo, mi ha fatto sapere che molti autografi sono andati distrutti durante gli eventi bellici e che ciò che è sopravvissuto è custodito in un deposito, che però non mi è stato reso possibile visitare.
La seconda sezione comprende le musiche di cui non esistono elementi attendibili per una precisa collocazione cronologica. Si tratta spesso di composizioni giovanili, tra le quali sono presenti talvolta anche lavori molto noti come l’Adagio con variazioni, ad esempio, nella versione originale per violoncello e pianoforte. Questa seconda sezione segue l’ordine numerico del catalogo cominciato nella prima sezione. 10
La terza sezione completa, con gli schizzi e gli abbozzi, il catalogo delle composizioni di Ottorino Respighi. Detta sezione comprende principalmente i lavori incompiuti, gli schizzi e gli abbozzi, ma anche quei lavori di copiatura di musiche antiche riportanti indicazioni ed appunti per la realizzazione del basso numerato, utili per la trascrizione. La sezione comincia con una nuova numerazione che, ovviamente, non può osservare l’ordine cronologico, ma in cui si è cercato di seguire un ordine per genere, dal pianoforte all’orchestra con soli e coro.
La quarta sezione comprende le musiche di Ottorino Respighi trascritte da altri autori. In questa sezione, per ragioni puramente cronologiche, si è voluto far rientrare la terza versione de La bella dormente nel bosco, sebbene non si tratti di una vera trascrizione, ma soltanto della revisione di altra mano del finale del 3° atto. Analogamente, il balletto postumo sulle tre suites di Antiche danze ed arie per liuto, sullo scenario realizzato da Claudio Guastalla, ricucite insieme in un ordine diverso da quello indicato dall’autore per la sede sinfonica e dove sicuramente è stato necessario anche un intervento sullo strumentale da parte di Elsa Respighi. Questa sezione comincia anch’essa con una nuova numerazione osservando, però, l’ordine cronologico riferito alle composizioni originali. Per porre un limite all’elencazione dei lavori contemplati dalla presente sezione sono stati presi in considerazione solo quelli disponibili in edizione a stampa, ma sappiamo bene che esistono numerose altre versioni, specialmente per banda, tra cui Pini di Roma nella trascrizione per orchestra di fiati del M° Enrico De Mori.

STRUTTURA E CONTENUTO DELLE SCHEDE

Il catalogo è stato compilato mediante schede, una per ogni singola composizione. La scheda comprende i seguenti dati:

  • ordine cronologico
  • titolo della composizione
  • prima esecuzione o rappresentazione
  • genere musicale
  • durata (min. ca.)
  • organico strumentale
  • organico vocale (e/o personaggi)
  • manoscritto (data, pagine, formato e luogo di conservazione)
  • edizione a stampa
  • edizione libretto.

ORDINE CRONOLOGICO. È stata indicata una sola data, l’ultima, quella prossima alla data di completamento, in ogni tipo di elaborato, sia mediante le date autografe riportate sui manoscritti e gli autografi, sia desunte da altre fonti attendibili.
TITOLO DELLA COMPOSIZIONE. Accanto al titolo della composizione è stato aggiunto fra parentesi, in alcuni casi, anche il titolo originale come ad esempio per la suite Impressioni brasiliane, originariamente intitolata Suite brasiliana come riportato sull’autografo. Analogamente le musiche per il balletto Sèvres de la vieille France, originariamente intitolate Menuet d’exandet - Gavotte Louis XIII, ma anche per altri casi. Dopo il titolo sono stati indicati anche i sottotitoli, i tempi e per le trascrizioni anche gli autori delle musiche originali.
PRIMA ESECUZIONE. Sono stati indicati nell’ordine: località, sede, data e esecutori. Per le opere teatrali è stato indicato anche il cast vocale e, in qualche caso, anche la regia, la scenografia, la coreografia ecc. In questo campo permangono tuttavia alcuni dubbi, in quanto non sempre è stato possibile giungere alla fonte o disporre delle locandine dell’epoca.
GENERE MUSICALE. Comprende dodici diversi generi, tra cui i lavori scolastici e le musiche trascritte da altri autori. Dei generi adottati si fornisce qui di seguito un elenco preceduto dalle abbreviazioni usate:
O.T.e.E. opere teatrali ed elaborazioni di opere di altri autori.
M.p.B. musica per balletto. Non sono contemplate in questo genere le musiche sinfoniche presentate postume in forma di balletto.
M.P.O. musica per orchestra. Comprende le musiche per piccola e grande orchestra.
M.p.S.O. musica per strumento solista e orchestra.
M.p.V.O. musica per voce (canto) e orchestra.
M.p.C.S.O. musica per coro, con soli c/o con orchestra.
M.p.V.P. musica per voce (canto) e pianoforte.
M.S.d.C. musica strumentale da camera.
M.p.BD. musica per banda.
T.R.E.O. trascrizioni, revisioni, elaborazioni, orchestrazioni ecc.
Lav. Scol. lavori scolastici.
M.T. ... musica di Respighi trascritta da altri autori. Alla sigla accennata va poi aggiunto il genere musicale come sopra indicato.

DURATA. La durata, calcolata in minuti primi, riguarda l’intera composizione. Quando la composizione comprende più pezzi, una serie di liriche, ad esempio, la durata si riferisce all’intera silloge. La durata, indicata in gran parte della produzione, coincide spesso con quella prevista dall’editore, tranne dov’è stata riscontrata una differenza notevole paragonata a quella di diverse esecuzioni. Caso tipico quello della Toccata per pianoforte e orchestra P 155, per la quale la durata fornita dall’editore è di diciotto minuti mentre, in realtà, varie esecuzioni confermano che è di ventitré minuti circa.
ORGANICO STRUMENTALE. È stato indicato quello riportato sulle partiture a stampa. Per le musiche inedite, invece, l’organico strumentale è stato rilevato direttamente dagli autografi e, dove è stato possibile, sono state indicate anche le varie tonalità. È stato volontariamente omesso dall’elenco, per le composizioni con strumento solista e orchestra, lo strumento solista già presente nel titolo. Gli “archi” indicati per ultimo sotto intendono l’intera famiglia degli archi in orchestra.
ORGANICO VOCALE. È riportato nelle opere teatrali e in quelle musiche con soli e orchestra. Anche qui l’organico è stato rilevato dall’edizione a stampa o, in assenza di questa, dai manoscritti per le musiche inedite. Per le opere teatrali sono stati indicati anche i nomi dei personaggi.
MANOSCRITTO. Sono stati indicati, in ordine, il tipo di elaborato (partitura d’orchestra, riduzione per canto e pianoforte, ecc.), la data, il numero delle pagine, le dimensioni ed il luogo di conservazione sia dell’autografo che del facsimile. I primi tre elementi sono separati tra loro da una virgola, mentre il luogo di conservazione segue dopo il punto. Il manoscritto è da intendersi sempre autografo, salvo quelle eccezioni comunque segnalate. La data riportata è sempre quella indicata sull’autografo e non ha nulla a che vedere con quella riferita nell’ordine cronologico. Spesso le date indicate sull’autografo sono due, quella dell’anno di composizione, collocata sul frontespizio, e un’altra con il giorno, il mese e l’anno, posta nell’ultima pagina. In questi casi si fa riferimento all’ultima data, perché sicuramente è quella indicante il periodo in cui la composizione fu compiuta. Per gli autografi non datati si ricorre alla sigla s.d. (= senza data). In genere il numero delle pagine indicato comprende tutte quelle significative, compreso il frontespizio, cioè tutte le pagine autografe. Alcune volte anziché il numero delle pagine è stata fornita la quantità delle carte (c.). Il formato è stato indicato in centimetri ed è stato rilevato direttamente dall’autografo. In alcuni casi è stato indicato anche quando la stessa composizione è stata sviluppata su carte di formato diverso. Il luogo di conservazione è stato indicato secondo il siglario Rism seguito dalla segnatura interna dell’Ente. Nel caso in cui non esista la segnatura interna, come ad esempio per Venezia (Vgc), alla sigla è stato aggiunto Fondo Ottorino Respighi per sottolineare l’unità interna dell’Ente presso la quale è possibile il reperimento.
EDIZIONE A STAMPA. È stato indicato il tipo di edizione (partitura d’orchestra, parti staccate, riduzione per canto e pianoforte ecc.), la città e l’editore, il numero editoriale, la data del copyright della prima edizione, il numero delle pagine, le dimensioni in centimetri ed una biblioteca in cui è disponibile l’edizione. Anche i dati riguardanti l’edizione a stampa sono separati tra loro da una virgola mentre il luogo di conservazione è sempre indicato dopo il punto. Per le biblioteche indicate si veda l’elenco delle “Abbreviazioni per biblioteche, musei e archivi storici” fornito più avanti. Là dove accanto al numero delle pagine è stato indicato un altro numero in parentesi, quest’ultimo indica le pagine di un inserto o di una parte staccata.
EDIZIONE LIBRETTO. Riguarda naturalmente le opere teatrali e, in qualche caso, anche quelle sinfonico-corali. I dati indicati sono gli stessi come per le altre edizioni a stampa.
NOTE PER LA CONSULTAZIONE DEL CATALOGO

Valgono le note fornite per la struttura ed il contenuto delle schede, ma è necessario osservare, che, a compilazione ultimata, gli elementi contenuti nelle schede sono stati trasferiti nel catalogo previa una sintesi raggruppando alcune voci ed eliminando, di volta in volta, quelle inutili. Sono state così raggruppate, dopo il numero di catalogo, le voci relative all’ordine cronologico, al titolo della composizione e quelle del genere musicale e della durata indicate fra parentesi. Il libretto ha trovato come ovvia sede l’edizione a stampa. È stato attribuito un numero di catalogo a tutte le composizioni e, inoltre, un numero diverso alle altre versioni e trascrizioni per altri organici dell’autore.


BIBLIOGRAFIA

E. DESDERI, «Il Pianoforte», Torino 15 maggio 1922.
S. A. LUCIANI, Belfagor, guida, Milano, 1923.
— Composizioni di Ottorino Respighi, in «Musica d’Oggi», apr. 1932.
G. NATALETTI, «Quadrivio», Roma, 26 novembre 1933.
R. DE RENSIS, Ottorino Respighi, Torino, Paravia, 1935.
E. RESPIGHI, Ottorino Respighi, Milano, Ricordi, 1954.
R. DE RENSIS, Ottorino Respighi, trad. e adattato da Gilbert Chapallaz, Sion, Gessler, 1957.
MARIO LABROCA, Ottorino Respighi - Catalogo delle opere, Milano, Ricordi, 1965.
Ibidem, Milano, Ricordi, 1972-79.
L. BRAGAGLIA-E. RESPIGHI, Il teatro di Respighi, Roma, Bulzoni, 1978.
ADRIANO, An Internalional Respighi Discography, Zürich, 1979.
JOHN C. G. WATERHOUSE, Voce Respighi, Ottorino, in The New Groves Dictionary of music and Musicians, London, Macmillan, vol. 15.
«Encidopedia dello Spettacolo», «Enciclopedia Treccani», «Dizionario Schmidl», «Enciclopedia La Musica» (UTET), «Encidopedia della Musica», Ricordi.

RIEPILOGO DELLE ABBREVIAZIONI

Abbreviazioni usate per l’organico vocale e prime rappresentazioni.

s. soprano
ms. mezzosoprano
c. contralto
t. tenore
br. baritono
bs. basso
v. rec. voce recitante
Dir. direttore d’orchestra
Dir. Coro direttore del coro
Int. interpreti
Sc. scene
Reg. regia
Cor. coreografia.

Abbreviazioni usate per il manoscritto e l’edizione a stampa.

Aut. autografo
MS manoscritto
C. MS copia manoscritta
Ded. dedicatario
s.d. senza data
p. numero delle pagine
c. numero delle carte
cm centimetri
pf. pianoforte
Vl. violino
Rid. Riduzione

Abbreviazioni usate per biblioteche, musei e archivi storici.

Rsc Roma, Biblioteca del Conservatorio di Santa Cecilia
Mc Milano, Biblioteca del Conservatorio Giuseppe Verdi
Mcom Milano, Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani
Bc Bologna, Civico Museo Bibliografico/Musicale G. B. Martini
Fn Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale
Sac Siena, Biblioteca dell’Accademia Musicale Chigiana
Vlevi Venezia, Biblioteca della Fondazione Ugo e Olga Levi
Vgc Venezia, Fondazione Giorgio Cini (Fondo O. Respighi)
Mr Milano, Archivio Storico Ricordi
Tt Torino, Archivio Storico del Teatro Regio
W Wien, Archiv der Universal Edition A.G.
W Wien, Musiksammlung der Osterreichische Nationalbibliothek
B Berlin, Archiv der Bote & Bock Edition
L London, Archives of Chester Edition
L London, Archives of Rather & Schauer edition















Note


Desidero esprimere la mia gratitudine agli Enti e alle persone che hanno reso possibile la realizzazione del catalogo e, in particolare, al Civico Museo Bibliografico Musicale G. Martini di Bologna, al Fondo Ottorino Respighi della Fondazione Cini di Venezia ed alla Casa Editrice G. Ricordi & C.
Ringrazio in particolare Alberto Cantú, Agostina Zecca Laterza e Adriano per gli utili consigli, ed Elisabetta Zanette, Teresita Beretta, Carlo Clausetti, Lionello Semprini, Giorgio Piombini, Guglielmo Berutto, per l’efficiente collaborazione.
Ringrazio inoltre Luigi Spina e Alfeo Gigli, per aver reso possibile il reperimento di alcuni autografi di Ottorino Respighi, tra i quali degli inediti.
Ritengo doveroso segnalare la collaborazione dei seguenti Enti: Biblioteca del Conservatorio G. Verdi, Milano; Biblioteca del Conservatorio di Santa Cecilia, Roma; Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze; Biblioteca dell’Accademia Musicale Chigiana, Siena; Biblioteca della Fondazione Ugo e Olga Levi, Venezia; Biblioteca Civica di Palazzo Sormani, Milano; Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Bologna; Archivio Storico di Casa Ricordi, Milano; Archivio Storico del Teatro Regio, Torino; Casa Musicale Carish, Milano; Casa Musicale Bongiovanni, Bologna; Österreichische Nationalbibliothek, Wien; Archiv der Universal Edition, Wien; Archiv der Bete & Bock Edition, Berlino; Casa Musicale Sonzogno (in rappresentanza delle edizioni Chester e Rhater), Milano; The Library of Congress, Washington.
1) Reca la data del 4 febbraio 1985 una lettera a firma di Giancarlo Rostirolla, curatore del volume, nella quale si legge: “… La signora Elsa Respighi mi ha cortesemente segnalato il Suo nome, quale massimo esperto della situazione riguardante gli autografi, e la produzione musicale in genere, di Ottorino Respighi. Dal momento che questa Casa editrice ha in corso di preparazione un volume sul musicista che vedrà la luce alla fine di quest’anno […], ritengo sarebbe molto importante che, tra gli altri contributi, ve ne fosse anche uno che desse una panoramica completa della situazione degli autografi del compositore […].
2) Inviti alla realizzazione di tale progetto venivano proprio da parte di specialisti, fra cui Emilia Zanetti, allora responsabile della Biblioteca del Conservatorio di Santa Cecilia, durante i lavori del primo importante “Convegno di studi respighiani” che si svolse a Roma dal 29 novembre al l° dicembre 1979. La studiosa, infatti, in uno di quegli “interventi sulle relazioni” che avevano luogo al termine di ogni giornata di lavoro, lamentava l'inesistenza di un catalogo completo dell'opera di Ottorino Respighi e auspicava che la ricorrenza del centenario della nascita del musicista fornisse lo spunto necessario per la sua realizzazione.
3) Lungimirante come non molti, Elsa Respighi precorse ogni altra iniziativa respighiana in attesa del cinquantesimo anniversario della morte del Maestro, affidandomi — insieme a Casa Ricordi (1984) — un incarico che, a quanto pare, nessuno era mai riuscito a portare a buon fine prima di allora: quello sulla ricerca delle musiche inedite.
4) Così in una bozza di contratto s.d. ricevuta ai primi di maggio del 1985.
5) Dopo una serie di contatti epistolari e telefonici, durante l’autunno 1985, il 7 dicembre di quello stesso anno incontrai il prof. Cagli nel suo studio in via della Vittoria a Roma, dove parlammo a lungo del progetto, presentandogli l’impostazione del progetto attraverso una prima parte che nel frattempo avevo realizzata. Ma, ahimè, quel 7 di dicembre fu anche l’ultima volta che vidi Elsa Respighi, la quale scomparve pochi mesi dopo, il 17 marzo 1995, il 24 avrebbe compiuto 102 anni.
6) Lettera datata 17 febbraio 1996 (Prot. n. 547).
7) La nuova edizione di questa enciclopedia, pubblicata in Inghilterra fin dal 1870, farà la sua prima apparizione nel prossimo mese di gennaio 2001. Il lemma dedicato a Ottorino Respighi è stato curato dal compianto John C. G. Waterhouse, con la mia collaborazione quale “joint author” per la work list.
8) La compiutezza di tale lavoro risulta anche da alcune carte autografe di Respighi già in mio possesso, ma che all’atto della compilazione del primo catalogo non era stato possibile analizzare, come la riduzione per violino e pianoforte di buona parte del terzo movimento. Trattandosi di un lavoro strutturato in forma ciclica, nella partitura del Concerto sono stati individuati i tradizionali I e II movimento, mentre quello che all’atto della prima stesura del catalogo si riteneva che fosse l’inizio del II movimento rappresenta in realtà l’inizio del terzo.
9) Il “Canone” rappresenta il secondo dei cinque brani di cui la silloge era costituita inizialmente, né si può escludere che alcuni degli altri brani mancanti nella medesima silloge quali, a seguire, “Intermezzo” e “Studio”, siano gli stessi presenti nei Sei pezzi per pianoforte (P 044) pubblicati dall’editore Bongiovanni.
10) Fra le novità che si cercherà di introdurre in questa nuova edizione del catalogo si tenterà di attribuire, là dove sarà possibile, sulla base dell’esperienza maturata in questi anni, una collocazione cronologica fittizia la più vicina possibile a quella vera. Ciò comporterà il passaggio nella prima sezione di quelle musiche cui sarà possibile attribuire una data.